Il viaggiator (s)cortese

Voi, leggitori miei, l'involontario Mancamento imputar non mi dovete. Se mai perfetto in qualche leggendario Troverò quel che in parte inteso avete, Al narrato dinanzi un corollario Aggiungerò, se ancor legger vorrete. Paghi del buon desio restate intanto... ...E cominciasi qui il mio nuovo canto.

11 settembre 2006

Lui si che era Forte

La strada era la tua chiesa
l'umiltà la tua forma
l'esser semplice la tua straordinarietà.

Mi offendo nel leggere i tanti coccodrilli che oggi parlano dei tuoi "insegnamenti che resteranno per sempre nella memoria di tutti". Perchè a giudicare da coloro che parlano dovrei pensare che sei stato un pessimo insegnante. Per fortuna so che non è così. D'altronde, l'umiltà ed il buon senso sono come il coraggio di manzoniana memoria.
Io i tuoi insegnamenti preferisco tenerli per me e, piuttosto che limitarmi a propagandarli, metterli in pratica.

08 settembre 2006

Rieccomi

Ho lasciato questo blog con davanti agli occhi le scene di giubilo dell'Italia campione del mondo.
Son passati appena due mesi eppure sembra un'eternità.
E non perchè tala Govou ha punito gli azzurri nella gara di qualificazione agli Europei ma perchè, tornando in questa città, l'ho ritrovata immobile, addormentata, chiusa nei suoi egoismi e nella ricerca spasmodica di interessi personali.
Beh, almeno qui, proviamo ad allargare gli orizzonti, ad andare oltre i confini del proprio io. Questa era la mia scommessa quando ho iniziato l'avventura. Chi è pronto a puntare?

11 luglio 2006

Conferenza pro-grammatica

Ecco un'amministrazione che ascolta i suoi cittadini! Tanto tuonò che piovve mi verrebbe da dire. Tante volte la questione è stata portata all'attenzione e, rimanendo in tema di luoghi comuni, ci sta bene anche un... meglio tardi che mai.
Domani è il D-day. Tutti a scuola. Comincia la conferenza pro-grammatica. Ossia un incontro per favorire l'uso corretto della grammatica. Finalmente. Ce n'era proprio bisogno. O no?

06 luglio 2006

SERVITI


SENZA PAROLE

30 giugno 2006

Pubblici esercizi: le mie valutazioni

In questi giorni il caldo è davvero insopportabile.
Stasera, per trovare un po' di refrigerio ho deciso di fare una passeggiata e di bere qualcosa di fresco in un locale del centro. Mi sono fermato da Esposito, uno dei bar considerati più a la page.
Da persona civile, quale mi reputo, mi sono recato alla cassa per fare lo scontrino prima di consumare ma era desolatamente vuota. Dietro il banco c'erano due dipendenti che mi hanno guardato ma hanno continuato tranquillamente a chiacchierare. Considerate che in quel momento, erano circa le 22.30, all'interno del bar c'erano si e no 5 persone. Dopo qualche minuto di inutile attesa ho deciso di consumare prima. Mi sono recato al banco ed ho ordinato due granite. Il commesso, con modi alquanto scortesi, mi ha versato qualcosa che somigliava più ad una limonata che ad una granita. Ho evitato di protestare e l'ho presa ugualmente. Mi sono seduto, ho consumato e non vi nascondo che la tentazione di uscire senza pagare è stata forte. (L'avrei potuto fare tranquillamente senza destare alcun sospetto).
Poi il senso di civiltà ha prevalso.
Questo episodio mi ha dato lo spunto per una rubrica che ho deciso di tenere in questo blog.
Una valutazione sul livello dei pubblici esercizi di Avellino: qualità del servizio, qualità dei prodotti, attenzione nei confronti del consumatore. Questi i parametri in base ai quali esprimerò le mie valutazioni. Naturalmente sono ben accetti contributi da parte di tutti.
Inutile dirvi quale sia il giudizio del locale visitato ieri sera.
Pessimo il servizio, scadente ciò che ho consumato e il cliente sembra quasi un peso insopportabile. Ad onor del vero va detto che altre volte mi sono servito da Esposito. Il giudizio personale resta negativo per ciò che concerne il caffè (poco più che acqua calda), mentre la pasticceria mi sembra di buon livello. Quanto agli aperitivi, buona l'intuizione di offrire una discreta scelta di stuzzichini. Sul servizio la mia idea non cambia: non ho mai visto un cameriere sorridere o porsi con modi gentili, atteggiamenti che dovrebbero essere normali, invece, se si vuole attirare e fidelizzare la clientela.
Voi cosa ne pensate?

24 giugno 2006

Babakar, Modou e gli altri


Da un po' di tempo mi sono interessato alle vicende degli immigrati africani che vivono ad Avellino. Sarà perchè, in fondo, pur se a diverse condizioni, anch'io posso ritenermi un immigrato, sta di fatto che, fermandomi a colloquiare con quei simpatici marcantoni ho scoperto quanto siano ricchi. Di dignità, rispetto e carattere. Tutte doti che mancano a quegli uomini piccoli piccoli che sanno solo fare i forti con chi parte da una posizione evidentemente più debole ma che, a loro, ha tanto da insegnare.
Per i commercianti avellinesi (?) e i loro tutori Babakar, Modou (Nella foto con moglie e figlia, nella sua casa di Avellino) e gli altri sono diventati il nemico da eliminare, ghettizzare, i concorrenti sleali, trattati alla stregua di pericolosi criminali.
E' evidente che queste persone non solo non hanno mai scambiato una parola con Babakar, Modou e gli altri ma nella generale grettezza mentale che li contraddistingue non sono in grado, naturalmente, di capire (o forse vogliono nascondarli?) quali siano i veri mali del commercio avellinese.
Mi piacerebbe che da questo post nascesse una proposta concreta, in modo da uscire dal pur utile mondo virtuale per sostenere con forza le ragioni di Babakar, Modou e gli altri.
Da qualche tempo i fratelli extracomunitari senegalesi che operano regolarmente ad Avellino si sono uniti in associazione. Naturalmente, da soli, incontrano mille difficoltà.
Se invece ci iscrivessimo anche noi all'Associazione Immigrati di Avellino potremmo, ognuno nel suo campo, fornire un aiuto concreto per impedire che si compia l'ennesimo sopruso ai danni di chi non ha voce a sufficienza per gridare le proprie ragioni.
Se la proposta vi sembra interessante, potremmo organizzare un incontro con Babakar, Modou e gli altri per proprorgli il nostro sostegno nella battaglia per il riconoscimento e la tutela dei loro diritti.

21 giugno 2006

La giustizia del piccolo chimico

Ferdinando Carretta, il 44enne di Parma autoaccusatosi di aver ucciso il padre Giuseppe, la
madre Marta e il fratello minore Nicola nell’agosto dell’89, è diventato un uomo praticamente
libero. Il Tribunale di sorveglianza di Mantova, infatti, da pochi giorni ha dato l’ok alla "licenza esperimento" per l’uomo consentendogli di uscire definitivamente dall’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere.

(tratto dalla Newsletter di libero.it)

Licenza esperimento è una locuzione che mi fa venire i brividi.
Non sono un profondo conoscitore della lingua italiana ma, a senso, dovrebbe significare, più o meno, che se il Carretta (che se non ricordo male fu ritrovato casualmente dopo più di dieci anni dal plurimo omicidio proprio nella "mia" Londra) non ammazzerà più nessuno l'esperimento si potrà dire riuscito.
E SE L'ESPERIMENTO FALLISCE?