
Da un po' di tempo mi sono interessato alle vicende degli immigrati africani che vivono ad Avellino. Sarà perchè, in fondo, pur se a diverse condizioni, anch'io posso ritenermi un immigrato, sta di fatto che, fermandomi a colloquiare con quei simpatici marcantoni ho scoperto quanto siano ricchi. Di dignità, rispetto e carattere. Tutte doti che mancano a quegli uomini piccoli piccoli che sanno solo fare i forti con chi parte da una posizione evidentemente più debole ma che, a loro, ha tanto da insegnare.
Per i commercianti avellinesi (?) e i loro tutori Babakar, Modou
(Nella foto con moglie e figlia, nella sua casa di Avellino) e gli altri sono diventati il nemico da eliminare, ghettizzare, i concorrenti sleali, trattati alla stregua di pericolosi criminali.
E' evidente che queste persone non solo non hanno mai scambiato una parola con Babakar, Modou e gli altri ma nella generale grettezza mentale che li contraddistingue non sono in grado, naturalmente, di capire (o forse vogliono nascondarli?) quali siano i veri mali del commercio avellinese.
Mi piacerebbe che da questo post nascesse una proposta concreta, in modo da uscire dal pur utile mondo virtuale per sostenere con forza le ragioni di Babakar, Modou e gli altri.
Da qualche tempo i fratelli extracomunitari senegalesi che operano regolarmente ad Avellino si sono uniti in associazione. Naturalmente, da soli, incontrano mille difficoltà.
Se invece ci iscrivessimo anche noi all'Associazione Immigrati di Avellino potremmo, ognuno nel suo campo, fornire un aiuto concreto per impedire che si compia l'ennesimo sopruso ai danni di chi non ha voce a sufficienza per gridare le proprie ragioni.
Se la proposta vi sembra interessante, potremmo organizzare un incontro con Babakar, Modou e gli altri per proprorgli il nostro sostegno nella battaglia per il riconoscimento e la tutela dei loro diritti.